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Assegni postali: anche a loro si applica la normativa sul protesto.



Le disposizioni che riguardano gli assegni bancari (R.D. n. 1736 del 21 dicembre 1933) si estendono nella loro interezza agli assegni postali ordinari e, in quanto compatibili, agli assegni postali vidimati.

Ad entrambe le tipologie di assegno si applica l'istituto del protesto che, come è noto, vale ad accertare formalmente il rifiuto di pagamento da parte del sottoscrittore e a consentire al creditore di esercitare l'azione di regresso verso il traente, gli eventuali giranti ed obbligati.

L'elevazione del protesto è anche il presupposto della pubblicazione del nominativo del soggetto protestato nel Registro Informatico dei Protesti tenuto dalla Camera di Commercio.

Le nuove norme si applicano agli assegni postali emessi a partire dal 31 gennaio 2003.

L'innovazione apportata dal DPR è diretta ad avere positivo impatto su tutti gli operatori molti dei quali sinora non erano disponibili ad accettare assegni postali per la impossibilità di agire in giudizio nel caso di mancanza di copertura.

Per valutare la portata del provvedimento occorre considerare che attualmente i correntisti di Bancoposta emettevano milioni di assegni postali che spesso non venivano accettati da commercianti ed altri imprenditori a causa delle disposizioni che sinora impedivano il ricorso ai meccanismi di tutela del credito in caso di inesigibilità dell'assegno per inadeguata o carente copertura.

Per procedere alla cancellazione dal Registro Informatico dei protesti di un assegno postale protestatole procedure sono le seguenti:

- se l’assegno postale viene presentato all’incasso presso gli sportelli bancari e risulta non coperto, la dichiarazione sostitutiva del protesto verrà rilasciata dal capostanza di compensazione di una delle filiali della Banca d’Italia con sedi a Roma o Milano. Quindi, per la cancellazione, l’ex art. 700 C.P.C. dovrà essere presentato presso il Tribunale competente, e la successiva istanza di cancellazione dovrà essere presentata alla Camera di Commercio di Roma o Milano.

 - se l’assegno postale viene negoziato negli sportelli postali, il protesto sarà levato da un ufficiale levatore competente per territorio dove ha sede lo stabilimento trattario della filiale postale indicato a stampa sull’assegno. Quindi, per la cancellazione, l’ex art. 700 C.P.C. dovrà essere presentato presso il Tribunale competente, e la successiva istanza di cancellazione dovrà essere presentata all’Ufficio Protesti della Camera di Commercio di competenza.

Autore: Angelo2

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